La chain reaction è stata sviluppata dal Tinkering Studio un posto meraviglioso dove si pensano modi incredibili per imparare in un ambiente informale e divertente attraverso la costruzione di oggetti fisici.

Per gli insegnanti /educatori e genitori che vorrebbero conoscere meglio questo mondo abbiamo tradotto 4 video del tinkering Studio e li trovate qui.

Per immaginare questo genere di attività a scuola è perlomeno necessario concentrarsi su tre elementi:

  • la preparazione dei  materiali
  • l’ambiente in cui si lavora
  • i facilitatori

A prima vista questa attività sembra estremamente aperta e poco preparata ma in realtà per far funzionare veramente le cose e per rendere questa esperienza una esperienza di apprendimento creativo è necessario molto lavoro. I materiali sono divisi per tipologia e possono essere molto diversi tra loro. Non possono mancare una bella collezione di palle e biglie di diversi pesi e dimensioni, rotaie, tubi con calibri e lunghezze diverse, una varietà di nastri adesivi , materiali grezzi come cartone , cartoncino e pezzi di legno. Blocchi di legno o simili per sollevare alcuni parti della pista e far correre la pallina.  Se volete includere nella vostra reazione a catena dei circuiti con un piccolo budget potrete acquistare dei motoriduttori (quei piccoli motori che si vedono nei video precedenti). Noi li abbiamo acquistati online da un rivenditore specializzato ma dovrebbero funzionare anche i motorini del presepe.  Oltre a ciò vi serviranno dei cavi connettore a coccodrillo e qualche cosa per costruire gli interruttori ad esempio la carta d’alluminio. Per incoraggiare i ragazzi potreste costruire a parte qualche oggetto che di per se sia una piccola pista delle biglie o racimolare qualche oggetto particolare che possa stimolare la loro fantasia. Avete notato lo stivale da cowboy? o il pattino? Ultimo e importantissimo trucco, dividete i ragazzi in gruppi (per noi 3 è un ottimo numero) e assegnate ad ogni gruppo una sezione di reazione a catena e uno spazio nel percorso finale. All’interno della sezione saranno liberi di immaginare e costruire quello che vogliono ma inizio e fine della sezione saranno fissati in modo che il gruppo successivo saprà sempre cosa aspettarsi. Il Tinkering Studio ha costruito dei blocchetti di legno dipinti di bianco per definire ed identificare inizio e fine della sezione.

Per quanto riguarda l’ambiente è forse la cosa più difficile da ricreare a scuola. L’ideale sarebbe disporre di un atelier creativo o di qualche spazio che possa essere preparato in precedenza soprattutto se è la prima volta che organizzate questo genere di attività con i vostri ragazzi. In ogni caso disponete i tavoli/banchi a serpente in modo che i ragazzi possano  lavorare da ambo i lati. Cercate di trovare una configurazione stabile scegliendo banchi che non traballano.  Intorno attrezzate dei tavoli con tutti i materiali divisi per categoria e disposti con cura. Organizzate qualche postazione per gli attrezzi e il loro utilizzo, questo vi consentirà di fare meno confusione e tenere d’occhio più facilmente potenziali rischi. Viene sempre utile una pistola con colla a caldo e una postazione per tagliare il cartoncino.

Infine la facilitazione, su questo in realtà certamente non basta qualche suggerimento veloce; dovendo scegliere la cosa più importante sicuramente vi incoraggerei ad ASPETTARE.

E’ una attività creativa al cui centro sono le idee dei ragazzi, vanno bene tutte le idee anche le più folli e strampalate, abbiate il coraggio e la calma di aspettare, di prendervi il tempo di capire che cosa vogliono costruire e sostenete la loro idea aiutandoli a mettere a fuoco e se necessario sempre dopo aver aspettato… qualche strategia: suggerite un nuovo materiale o un utensile che possa aiutarli, fatevi raccontare nel dettaglio cosa veramente vogliono raggiungere questo sicuramente alimenterà la comunicazione e la discussione nel gruppo verso una possibile soluzione o una ridefinizione degli obiettivi, provare ad osservare gli altri gruppi può essere un altro valido suggerimento, verbalizzate nuovamente quanto i partecipanti vi stanno raccontando alcune volte è utile che ascoltino da qualcun’altra il loro pensiero. Poi anche voi sbaglierete, dicendo forse una qualcosa di troppo o affrettando troppo i passi perché  il tempo sta finendo. anche questo fa parte del processo non vi scoraggiate!

Qui la traduzione delle Learning Dimension del tinkering Studio con una sorta di riassunto delle strategie di facilitazione nelle varie fasi del workshop. La fase iniziale dove si accende una scintilla, la fase intermedia dove si sostiene l’apprendimento, la fase finale dove si approfondisce. Non è detto che debba succedere tutto subito. Gli obiettivi verranno raggiunti con la pratica.

Almeno per le prime volte che fate questo genere di attività sarebbe molto utile sfruttare una compresenza per gestire meglio questo tipo di facilitazione che vorrebbe una rapporto facilitatori/studenti abbastanza alto.

Se vi servisse qualche info per i materiali scriveteci.

Vi promettiamo di organizzare dal vivo una grande reazione a catena quando sarà sicuro farlo ma nel frattempo  mandateci il vostri video con i contributi dei vostri ragazzi. Se partecipate come classe sarebbe bello montare i contributi dei compagni tutti vicini per cui nominate i files tutti nello stesso modo con città, nome della scuola, classe e un numero d’ordine ad esempio cosi:

bo_primaria_marella_2C_1.mp4, bo_primaria_marella_2C_2.mp4  …

 

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