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Il cielo a più mani

By Anita Zanella
In Hands-on
Tagged Per famiglie, Per insegnanti, Per studenti, Primaria, Secondaria di I grado, universo in tutti i sensi

Attività didattica progettata da Emanuele Dondoglio durante il corso “Designing multi-sensory public engagement activities” nel 2026.

Breve descrizione dell’attività

La collaborazione è fondamentale nella ricerca scientifica. Spesso, quando osserviamo qualcosa da soli, vediamo solo una piccola parte della realtà. Ma quando uniamo i nostri sforzi e condividiamo le informazioni, possiamo capire molto di più. Durante questo laboratorio, solo confrontandovi e unendo le vostre abilità riuscirete a scoprire l’identità di alcuni oggetti misteriosi e a risolvere l’enigma!

 

Materiale necessario

  • Fotocopie delle immagini delle informazioni parziali da dare ai partecipanti (vedi allegati)

    Le immagini contenenti le “informazioni parziali”

 

  • Materiale tattile (vedi allegato)

    Il materiale tattile

 

  • Scatole da scarpe (o simili)
    Scatole varie

     

 

Preparazione dell’attività

Preparare le tessere con immagini e indizi tattili relativi all’oggetto da indovinare. Riporre ogni indizio in una scatola.



Descrizione dell’attività 

L’attività si svolge in tre fasi progressive, dove i partecipanti imparano gradualmente che più indizi significano migliore comprensione. Preparare gruppi di 2-3 partecipanti (un gruppo per cartoncino).

Fase 1: Indizio singolo

Ogni gruppo riceve un cartoncino con il suo indizio e deve indovinare il soggetto. Per mantenere il mistero, si può riporre l’indizio in una scatola (vedi “Preparazione dell’attività”) che il gruppo apre una sola volta, oppure il facilitatore lo legge a voce alta a ciascun gruppo singolarmente. Dopo aver visto l’indizio, i partecipanti discutono e propongono un’ipotesi, che scrivono, disegnano o riferiscono a bassa voce.

Raccogliendo tutte le ipotesi e condividendole ad alta voce, emergerà naturalmente come uno stesso indizio suggerisca soluzioni diverse a persone diverse. Una breve discussione su perché ogni gruppo ha pensato a quella cosa aiuta i partecipanti a riflettere sul proprio ragionamento.

Esempio: gli indizi che fanno riferimento alla parola “cane”.

 

Fase 2: Due indizi in collaborazione

Si uniscono i gruppi a coppie. Ora si possono comunicare verbalmente gli indizi visti nella fase precedente (senza guardarli nuovamente), stimolando collaborazione e comunicazione. Si chiede loro di proporre insieme un oggetto e disegnarlo/scriverlo su un foglio.

 

Fase 3: Tutti gli indizi

I partecipanti si muovono liberamente, condividono tutti gli indizi e discutono insieme fino a scoprire l’oggetto dell’indizio. Nel momento riflessivo successivo, si ripercorrono le ipotesi delle fasi precedenti per evidenziare come gli indizi frammentari non fossero sufficienti, ma insieme hanno formato il quadro completo. Questo sottolinea l’importanza della collaborazione.



Progressione degli oggetti

Gli oggetti aumentano di scala per creare una progressione naturale verso l’astronomia: da un animale domestico o oggetto casalingo, a una città o paesaggio riconoscibile, fino a un pianeta.

 

Il collegamento con l’astronomia

Una volta completati i turni, il facilitatore mostra immagini di uno stesso oggetto celeste ripreso in diverse bande di radiazione (ottico, infrarosso, raggi X). Dopo aver mostrato ogni banda singolarmente, le sovrappone per rivelare l’immagine completa.

Il parallelo è esplicito: come nel gioco più indizi permettono di comprendere il quadro intero, così in astronomia le osservazioni a più lunghezze d’onda sono necessarie per comprendere veramente la natura di un oggetto celeste. La collaborazione tra strumenti, dati e ricercatori, proprio come tra i partecipanti di questo laboratorio, è la strada per scoprire l’universo.

 

 

 

Possibili oggetti da indovinare 

Potete aggiungere o cambiare gli indizi a vostro piacimento.

Gestione dei tempi: si possono effettuare tanti turni quanti gli oggetti preparati, o fermarsi prima se il tempo non è sufficiente.

 

Cane
Immagine: cuccia, impronte, pallina da gioco
Oggetto tattile: cotone (pelo)

Uccello
Immagine: albero, semini (cibo), cielo
Oggetto: piuma 

Pesce
Immagine: laghetto, retino da pesca, bolle d’aria sotto l’acqua
Oggetto: pezzo di plastica bagnato che ricordi un po’ le squame

Leone
Immagine: savana, criniera, gazzella
Oggetto: oggetto ruvido per ricordare la pelle, impronta fatta sul pongo

Scimmia
Immagine: liana nella foresta, tarzan, impronta
Oggetto: buccia di banana

Parco giochi
Immagine: altalena, pallone da calcio, panchina
Oggetto: terra con ghiaia

Stagno
Immagine: rana, fiore di loto, pesce
Oggetto: terra bagnata

Spiaggia
Immagine: tramonto, castello di sabbia, granchio
Oggetto: sabbia

Montagna
Immagine: tempesta di neve, scalatore, sciatore, torrente
Oggetto: roccia

Le immagini sono disponibili in fondo alla pagina.

 

Descrizione del processo fisico

La luce è un’onda elettromagnetica, emessa da alcune sorgenti, che può essere poi riflessa o assorbita da altri oggetti. La luce viaggia nello spazio e giunge fino ai nostri occhi. Tuttavia, i nostri occhi non sono in grado di percepire tutta la luce: possiamo vedere solo una parte ben precisa dello spettro elettromagnetico, detta appunto luce visibile.

La lunghezza d’onda di un’onda elettromagnetica.

 

Le onde che costituiscono la luce possono avere lunghezze d’onda (cioè la distanza tra due creste dell’onda) diverse ed è proprio questa caratteristica a determinare come ci appare la luce .
Ad esempio:

  • la luce di un laser rosso ha una lunghezza d’onda di circa 640 nm;
  • quella verde, di circa 530 nm;
  • quella blu, di circa 460 nm.

Da ciò si deduce che a diverse lunghezze d’onda corrispondono colori differenti.
La luce naturale, come quella del sole o delle stelle, è composta da onde con molte lunghezze d’onda diverse, che messe insieme ci appaiono bianche.

 

Questa luce può però essere scomposta nelle sue varie componenti: il “ventaglio” dei colori che vediamo in un arcobaleno è chiamato spettro della luce.

Già alla fine del 1600, Isaac Newton riuscì a scomporre la luce solare in uno spettro visibile, quando i concetti di onda elettromagnetica e lunghezza d’onda dovevano ancora essere sviluppati.
Nel 1800, William Herschel scoprì che lo spettro luminoso continuava anche oltre il visibile:

  • Oltre il rosso → Infrarosso (IR)
  • Oltre il violetto → Ultravioletto (UV)

La suddivisione dello spettro elettromagnetico viene mostrata nella seguente immagine:

Lo spettro elettromagnetico.




Anche se ci sono molti tipi di luce che sono invisibili agli occhi umani, oggi sappiamo che esistono e sono fondamentali per osservare e capire il mondo. Riusciamo a percepire e rivelare i diversi tipi di luce grazie ai telescopi. Nel corso dei secoli, infatti, l’essere umano ha sviluppato strumenti in grado di rilevare anche la luce invisibile. Con questi strumenti oggi possiamo vedere che molti oggetti emettono luce anche dove il cielo ci appare vuoto.



Secondo la legge del corpo nero, ogni oggetto a temperatura maggiore dello zero assoluto emette radiazione (luce).
Oggetti più caldi emettono luce con lunghezze d’onda più corte (es. visibile o UV), mentre oggetti più freddi emettono a lunghezze d’onda più lunghe (es. infrarosso o microonde).

Alcuni esempi:

  • Nell’infrarosso possiamo vedere le nubi di polvere cosmiche;
  • Nell’ultravioletto osserviamo stelle appena nate;
  • Nelle microonde rileviamo la radiazione cosmica di fondo (CMB), una luce antichissima, che traccia la nascita dell’universo.

È solo osservando gli stessi oggetti celesti con telescopi differenti che riusciamo a capire quali tipi di luce emettono (ovvero quali sono le lunghezze d’onda della loro emissione) e a comprenderne la natura e le proprietà fisiche.

 

 

Immagini per gli oggetti da indovinare

Licenza per il riutilizzo del testo:
2026-08-25

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