Pixel è un gioco da tavolo che nasce da “Viva la risoluzione”, un’attività ludica ideata per far comprendere il concetto di risoluzione delle immagini digitali e sviluppata da Stefania Varano e Sara Ricciardi, ricercatrici dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
Pixel nasce dalla collaborazione tra INAF e il Game Science Research Center, in un’ottica di condivisione delle competenze scientifiche e di progettazione ludica.
L’attività si rivolge principalmente ad un target di giocatori e appassionati al gioco da tavolo, ma nel contempo si predispone anche ad essere utilizzato come attività ludica nei contesti scolastici, con l’intervento di facilitatori per favorire l’acquisizione delle conoscenze e competenze. 

Breve descrizione: I giocatori gestiscono un centro di osservazione con il quale indagare diversi oggetti celesti come galassie, nebulose, pianeti, etc. A loro disposizione hanno un telescopio privato e un laboratorio, nonché un team di ricercatori, utilizzati per svolgere le azioni di gioco. Oltre al telescopio privato, come accade nella realtà, i giocatori avranno a disposizione un telescopio pubblico il cui uso e potenziamento viene condiviso tra tutti.
L’osservazione di un determinato oggetto celeste si svolge posizionando delle tessere sul tabellone, come in un puzzle. Ogni oggetto ha quattro immagini di se stesso, a diverse risoluzioni. Si inizia quindi ricostruendo l’immagine con la risoluzione più bassa, salendo poi a livelli più alti man mano che si procede nel gioco migliorando la risoluzione dei telescopi.
Durante la partita, come realmente accade nella ricerca scientifica, i giocatori possono migliorare i propri strumenti, assumere nuovi ricercatori o farli specializzare in diversi ambiti, pubblicare i propri risultati e collaborare con gli altri gruppi di ricerca (cioè con gli altri giocatori). Ma a volte capitano anche eventi più o meno fortunati, come una notte nuvolosa che impedisce le osservazioni: ad ogni turno si gira una carta “evento” che decreta la sfortuna (o fortuna) del momento.
Con il procedere del gioco e delle azioni fatte dai vari giocatori, essi aumentano il loro  “prestigio scientifico”, il punteggio che a fine partita stabilisce il vincitore.

Il gioco è attualmente in fase di testing, per raccogliere feedback dai diversi target di giocatori e scolaresche a cui si rivolge e finalizzare così la produzione. In quest’ottica, il gioco è stato recentemente presentato al PLAY Modena 2021, ricevendo un enorme successo di pubblico e di giocatori.

La plancia del gioco.

Scopo del gioco: Raggiungere il più alto “prestigio scientifico” con il proprio centro di osservazione.

Ambientazione: I giocatori gestiscono un centro di osservazione che deve osservare degli oggetti celesti.

Numero giocatori: da 2 a 4

Età consigliata: dai 14 anni in poi.

Tempo della partita: circa un’ora.

Obiettivi educativi (competenze): sviluppo di una strategia, relazione con gli altri giocatori, autonomia decisionale, gestione di sé in gioco, collaborazione e cooperazione.

Obiettivi disciplinari (conoscenze): imparare come funziona la ricerca astrofisica e il metodo scientifico, apprendere i concetti base sulla risoluzione delle immagini digitali.

Significatività rispetto all’astrofisica: l’ambientazione del gioco ricrea il contesto della ricerca astrofisica e delle sue relazioni: i giocatori sono invitati a svolgere sia azioni in autonomia, sia in collaborazione con gli altri partecipanti, così come accade nella realtà. Posizionando le tessere comprendono come avviene il meccanismo di osservazione di un oggetto celeste, che può essere mirata a studiare un preciso fenomeno ad alta risoluzione o l’oggetto nel suo insieme a bassa risoluzione. Inoltre, al termine della partita, i giocatori hanno a disposizione delle schede esplicative per ogni oggetto, in modo da poter capire nel dettaglio cosa hanno osservato.