Attività didattica progettata da Riccardo Marai durante il corso “Designing multi-sensory public engagement activities” nel 2026.
Breve descrizione dell’attività
In questo laboratorio è in corso una riunione speciale per decidere, una volta per tutte, se la Terra sia tonda oppure piatta! Due esperti difendono teorie opposte, ma per scoprire la verità avremo bisogno del vostro aiuto. Attraverso la replica di piccoli esperimenti pratici, diventerete veri investigatori: analizzerete ombre, eclissi, costellazioni e navi all’orizzonte per risolvere il caso.
Materiale necessario
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Di seguito, le 4 immagini da stampare




Preparazione dell’attività
Informazioni utili prima di iniziare
All’inizio dell’attività, il laboratorio può essere introdotto dicendo che è in corso una riunione speciale per decidere, una volta per tutte, se la Terra sia tonda oppure piatta! A questo punto, i facilitatori si schierano uno a sostegno della Terra tonda e uno a sostegno della Terra piatta oppure chiedono al pubblico di dividersi in due gruppi provando a sostenere le due diverse tesi. Attraverso la replica di piccoli esperimenti pratici, i partecipanti analizzeranno ombre, eclissi, costellazioni e navi all’orizzonte per dirimere la questione.
Struttura del laboratorio
Ogni esperimento è suddiviso in 3 fasi:
-
constatazione della realtà
-
replica con i modellini
-
spiegazione finale del fenomeno
Preparazione esperimento 1: Eclissi
Incollare la mappa della Terra piatta e la stampa della luna su un cartoncino, poi ritagliarle.
Creare i due modellini di Terra tonda e piatta attaccando gli stuzzicadenti al disco di cartone e alla pallina di polistirolo, aiutandosi con dello scotch.

Preparazione esperimento 2: Navi all’orizzonte
Ritagliare la sagoma della barca, rinforzandola se necessario con un cartoncino e poi attaccarla a uno stuzzicadenti con un pezzetto di scotch.

Preparazione esperimento 3: Costellazioni
Sui due tappi di plastica, fare un piccolo foro al centro con l’aiuto di una forbice.
Per ogni costellazione:
- incollarla su un cartoncino
- ritagliarla
- attaccarla ad uno stuzzicadenti lungo aiutandosi con lo scotch
- inserire lo stuzzicadenti nel foro del tappo

Preparazione esperimento 4: Ombre
Incollare la mappa della Terra piatta su un pezzo di cartone e poi ritagliarla.
Descrizione dell’attività
Esperimento 1: Eclissi
Per prima cosa, chiedere ai partecipanti se sanno cos’è un’eclissi lunare e se ne hanno mai vista una. Raccontare che un’eclissi lunare si verifica quando la Terra si interpone tra il Sole e la Luna, proiettando la propria ombra sul nostro satellite naturale.
Mostrare la foto di una eclissi e chiedere di che forma vedono l’ombra proiettata dalla Terra.

Provare ad ottenere lo stesso effetto usando due modellini che rappresentano Terra tonda e Terra piatta, posizionando la torcia dietro di essi (o direttamente usando il sole!) e facendo ricadere l’ombra sulla stampa della Luna. Ruotare i modellini della Terra in posizioni diverse per vedere se e come cambia l’ombra proiettata. Se l’ambiente è troppo luminoso, posizionare torcia e modellini all’interno della scatola.
Chiedere ai partecipanti se notano forme delle ombre diverse in base al modello utilizzato. Quale caso assomiglia maggiormente alla realtà?

Accessibilità
Per rendere questo esperimento accessibile anche a chi non vede, è possibile
- far toccare i due modellini (Terra tonda e piatta)
- guidare di volta in volta un dito a seguire la forma dell’ombra proiettata dal modellino.
Esperimento 2: Le navi all’orizzonte
Dire ai partecipanti che immaginino di trovarsi in riva al mare e di osservare, con un binocolo, una nave che si allontana all’orizzonte.
- Cosa pensate che succeda mentre la barca si allontana?
- La barca diventa più grande o più piccola?
Senza anticipare che la Terra è tonda, dir loro che quello che si osserva è che, mentre la nave si allontana, non solo si rimpicciolisce, ma anche “scompare” un po’ alla volta! Per avvalorare questa affermazione, mostrare queste immagini:


1 nm (nautic mile) ≈ 1.8 km (chilometri)
Per capire come questo sia possibile, provare a replicare l’esperimento.
- Prima posizionare la barca su un tavolo (rappresenta la Terra piatta) in una posizione vicina ai partecipanti, poi farla scorrere sul tavolo portandola sempre più lontano. Al termine, fare domande per chiedere cosa hanno osservato.
- Ripetere l’esperimento, questa volta muovendo la barca lungo la superficie della palla. Anche qui, chiedere cosa hanno osservato.
Quale delle due situazioni corrisponde alla realtà?

Esperimento 3: Le costellazioni
Prima di tutto chiedere ai partecipanti se hanno mai osservato il cielo notturno e se conoscono qualche costellazione famosa (come ad esempio il Grande Carro).
Raccontare che se si viaggia in luoghi lontani, come ad esempio l’Australia, osservando il cielo non si riesce a riconoscere quasi nessuna costellazione che di solito si vede dall’Italia. Se ne vedono altre, tra cui una a forma di croce, chiamata appunto “Croce del Sud”.
Per capire come questo sia possibile, si può fare ora un esperimento:
- Posizionare i due omini Lego sulla mappa della Terra piatta (uno in Italia, uno in Australia) e aggiungere le due costellazioni vicino agli omini (il Grande Carro per l’omino in Italia, la Croce del Sud per quello in Australia).
Dire ai partecipanti che immaginino di essere gli omini, poi porre domande:
-
- Cosa vedono i due omini?
- Riescono a vedere lo stesso cielo, cioè entrambe le costellazioni?
- Ripetere l’esperimento usando ora la palla di polistirolo.
Rimuovere le costellazioni dai tappi e infilzarle sulla palla di polistirolo (il Grande Carro sul “nord” della palla e la Croce del Sud a “sud”).
Attaccare poi gli omini a due stuzzicadenti e posizionarli al di sotto delle costellazioni, sulla superficie della palla.
A questo punto porre domande:
-
- Cosa vedono i due omini?
- Riescono a vedere lo stesso cielo, cioè entrambe le costellazioni?

Esperimento 4: Le ombre
Dire ai partecipanti di immaginare di avere un amico che vive a molti chilometri di distanza da loro. In una giornata di Sole ci si mette d’accordo e, nello stesso momento, si piantano nel terreno due bastoni della stessa lunghezza, ben dritti in verticale.
Poi si misura la lunghezza dell’ombra.
- le ombre saranno lunghe uguali?
- le ombre saranno tra loro parallele?
Raccontare che quando si fa davvero questo esperimento, si scopre che le ombre non sono lunghe uguali: in un luogo risultano più lunghe, in un altro più corte.
Per capire perchè questo accade, fare ora un esperimento:
- TERRA PIATTA
- infilzare i due stuzzicadenti nel cartone, avendo cura di metterli tra loro paralleli e perpendicolari al cartone
- illuminare gli stuzzicadenti con la sfruttando la luce del sole (oppure con una torcia, a debita distanza)
- Porre domande: Cosa osservate? Le ombre hanno la stessa lunghezza?
- TERRA TONDA
- inserire i due stuzzicadenti nella palla di polistirolo, in due punti distinti
- illuminare con la torcia
- Porre domande: Cosa osservate? Cosa è cambiato rispetto a prima? Le ombre sono uguali o diverse? Sono ancora parallele tra loro?
Infine, chiedere quale delle due situazioni descrive la realtà.

Accessibilità
Per rendere questo esperimento accessibile anche a chi non vede, è possibile
- far toccare i due modellini (Terra tonda e piatta)
- misurare la lunghezza delle ombre utilizzando lo spago: appoggiare lo spago sui modellini di Terra utilizzati e tagliarli della lunghezza giusta. In questo modo, le ombre diventano tattili.
Descrizione di processi fisici/fenomeni
Spiegazione del fenomeno 1: eclissi

Un’eclissi lunare si verifica quando la Terra si interpone tra il Sole e la Luna, proiettando la propria ombra sul nostro satellite naturale. Durante questo fenomeno, osservando il profilo dell’ombra terrestre sulla Luna si nota un dettaglio molto importante: la sua forma è sempre circolare, indipendentemente dalla rotazione terrestre. L’unica forma geometrica capace di generare un’ombra perfettamente circolare da qualunque direzione provenga la luce è la sfera.
Se la Terra fosse piatta, invece, la forma dell’ombra cambierebbe al variare dell’inclinazione dei raggi solari:
- un cerchio perfetto sarebbe visibile solo con il Sole sotto una Terra piatta
- nella maggior parte dei casi si avrebbe una forma ellittica
- una linea sottile se la Terra piatta fosse illuminata di taglio
Tuttavia, ciò che osserviamo sistematicamente durante ogni eclissi lunare è un’ombra sempre tonda, coerente con una Terra di forma sferica.

Spiegazione del fenomeno 2: navi all’orizzonte

Se la Terra fosse piatta, la nave diventerebbe sempre più piccola man mano che si allontana, ma resterebbe sempre visibile per intero.
Ciò che si osserva realmente è però diverso: mentre la nave si allontana, non solo si rimpicciolisce, ma lo scafo scompare alla vista prima delle vele: questo avviene a causa della curvatura terrestre.
Spiegazione del fenomeno 3: le costellazioni

Se la Terra fosse piatta, tutti vedrebbero le stesse costellazioni, indipendentemente dal luogo in cui si trovano. Invece, su un pianeta sferico, ognuno di noi vede solo la porzione di cielo che si trova sopra il proprio orizzonte, mentre la parte che si trova sotto di esso resta invisibile.
Spiegazione del fenomeno 4: ombre

La ragione per cui le ombre dei due bastoni sono diverse è tutta geometrica.
I raggi del Sole arrivano sulla Terra tutti paralleli tra loro, ma la superficie terrestre non è piatta: è curva. Questo significa che i due bastoni, pur essendo verticali rispetto al suolo, non sono paralleli tra loro, perché seguono la curvatura del pianeta. Di conseguenza, i raggi solari li colpiscono con inclinazioni diverse generando ombre di lunghezze diverse!
Se la Terra fosse piatta, invece, i due bastoni sarebbero perfettamente paralleli tra loro e darebbero origine esattamente alla stessa ombra.
